L’antichità
ci ha restituito un numero incredibile di immagini di Antinoo, il
bellissimo giovinetto originario della Bitinia amato teneramente da
Adriano, che secondo lo storico Dione Cassio sarebbe morto
gettandosi volontariamente nelle acque del Nilo, forse per
prolungare la vita all’Imperatore, seguendo il consiglio di una
profezia.
Antinoo
era giunto a Roma intorno al 125 d.C. al seguito di Adriano che lo
aveva conosciuto probabilmente nel 123, durante un viaggio entro i
confini dell’Impero durato due anni. A quel tempo la villa Adriana
di Tivoli doveva essere interessata da numerosi cantieri, come prova
la documentazione offerta dai bolli laterizi nelle murature. Agibili
erano sicuramente il Teatro Marittimo e le cosiddette Terme con
Eliocamino. Nonostante la dimora imperiale non fosse terminata,
Adriano poteva già abitarvi e governare l’impero dalla grandiosa
residenza tiburtina, predisposta per ospitare anche la corte. Il
favorito di Adriano restò al fianco dell’imperatore, seguendolo nei
viaggi ufficiali, come quello intrapreso nel 128 che si concluderà
tragicamente nel 130 con la morte del giovane Antinoo. Sappiamo
infatti dalle fonti antiche, che specularono sulla vicenda alludendo
ad una dinamica poco chiara degli eventi, che durante la spedizione,
risalendo il corso del Nilo, Antinoo annegò misteriosamente nel
fiume. Adriano pianse e si disperò, quindi conferì al giovane
l’immortalità, dedicandogli città, consacrandogli templi e facendone
eseguire ritratti in ogni angolo del suo impero. Così fondò la città
di Antinoopoli nei pressi del luogo dove era avvenuta la tragedia e
dichiarò giorno festivo il 27 novembre, data di nascita di Antinoo.
Il giovane bitinio venne divinizzato dai sacerdoti egizi e
rappresentato come Osiride, la massima divinità religiosa cui erano
assimilati i faraoni. Di ritorno dall’Egitto dopo il 133, Adriano
progettò di onorare a Villa Adriana l’amasio perduto con un grande
edificio absidato, in cui è stato riconosciuto un Antinoeion,
collocato lungo l’ingresso monumentale che conduceva al Vestibolo.
Per la
prima volta la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
dedicherà ad Antinoo – dal 5 aprile al 4 novembre - una mostra nell’Antiquarium
di Villa Adriana, con oltre 50 opere tra sculture, rilievi, gemme e
monete.
In
occasione della mostra saranno illustrati nel percorso di visita del
complesso archeologico i resti del cosiddetto Antinoeion.
Attualmente sono perfettamente leggibili il perimetro e la pianta
del luogo dove sorgeva un’ampia esedra, fronteggiata da due templi
separati dall’obelisco che, oggi, si trova sul Pincio. Gli edifici
erano riccamente decorati di statue, anche di animali e di
bassorilievi egittizzanti, alcuni esposti in quest’occasione.
La
mostra è divisa in quattro sezioni, che espongono opere provenienti
da vari musei e collezioni, nella cui selezione si è inteso
privilegiare anche il ritorno a Villa Adriana di reperti che lì con
tutta probabilità furono trovati. La prima sezione riunisce una
serie di ritratti di Adriano e di Antinoo, tra cui il busto di marmo
dei Musei Vaticani e il bel bronzo conservato al Museo Archeologico
di Firenze, con i larghi ricci che partono dal centro del capo e si
accorciano sulla fronte. La seconda sezione si incentra sulla
deificazione del giovane bitinio, di volta in volta rappresentato
nei panni di Apollo, Dioniso, o, ancora, come sacerdote di Attis. La
terza sezione si incentra sulle recenti scoperte dall’Antinoeion di
Villa Adriana e, quindi, sulla rappresentazione di Antinoo nelle
vesti di Osiride. Adriano aveva deificato il suo favorito con
l’assimilazione alla più alta divinità egizia che, secondo il mito,
rinasce dalle acque del Nilo, simbolo di fertilità. In mostra si
ammira lo splendido ritratto di Antinoo-Osiride in quarzite rossa
grazie al prestito dalle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, di
chiara impronta egizia, caratterizzato da larghe narici e vigorose
orecchie. L’ultima sezione si focalizza sulla fortuna di Antinoo
attraverso i secoli. Tra i prestiti concessi si potrà ammirare anche
uno dei preziosi volumi del "Viaggio pittorico di Villa Adriana"
di Agostino Penna del 1831 - 36, che contiene un bellissimo ritratto
di Antinoo, oggi conservato presso i Musei Vaticani, nella Sala
della Rotonda.
Completerà il percorso espositivo un prezioso catalogo edito da
Electa, prima aggiornata monografia italiana che ne ricostruisce la
figura antica e la seduzione esercitata nella storia del gusto.